Zanzibar: un assaggio d’Africa per i nostri bambini

Zanzibar con bambini

Una lunga attesa, ma ne è valsa la pena.

L’attesa è durata tre anni e forse (anche) per questo motivo il nostro viaggio a Zanzibar, Tanzania, è stato un viaggio speciale. Viaggio, sì, e non vacanza, come vuole la tradizione della nostra famiglia, dove ogni volta che si parte si ritorna più stanchi di prima, stanchi ma sicuramente arricchiti e ricaricati.

Speciale perché si tratta di un assaggio di Africa per i nostri figli che non ci sono mai stati (sì, ok, Mauritius è Africa, ma di africano ha ben poco) e un ritorno ai viaggi di gioventù per me e mio marito.

A Zanzibar con bambini

Dove abbiamo alloggiato

Zanzibar è un’isola al largo della Tanzania, nell’Oceano Indiano, meta di vacanze di mare per molti turisti italiani.

Sebbene non sia un’isola molto estesa, decidiamo di dividere i nostri 12 giorni in tre tappe: 5 notti a sud, a Jambiani, 5 a est, a Kiwengwa e due nella capitale, Stone Town.

E questo è il primo consiglio che voglio darvi: non andate a Zanzibar per chiudervi in un resort, ne perdereste la vera anima e non ne cogliereste la vera essenza.

A Zanzibar con bambini

Trasporto pubblico o trasporto privato?

Per quanto riguarda gli spostamenti, noi ci siamo affidati al noleggio auto, per essere più indipendenti e autonomi, ma molti si affidano ai dala dala, piccoli bus locali che percorrono l’isola in lungo e in largo oppure ai taxi con accompagnatore-guida. Non saprei cosa consigliare: la sicurezza non è garantita in nessun caso a causa del traffico, della velocità e della mancanza totale di illuminazione. 

Ma vivere le strade di Zanzibar è stata forse una delle avventure che mi porterò più a lungo nel cuore.

Perché la vita, a Zanzibar, si svolge lungo le strade. 

A ogni ora del giorno e della notte ai bordi delle strade incontrerete file più o meno ordinate di persone che camminano, camminano e camminano. 

Bambini (centinaia di bambini) che vanno o tornano da scuola (da soli, senza essere accompagnati da adulti, sia che abbiano 5 che 15 anni) o che giocano negli spiazzi alle spalle delle bancarelle di frutta, verdura, equalsiasialtracosa dei loro genitori. 

A Zanzibar con bambini

Donne che trasportano neonati nella fascia sulle spalle e contemporaneamente tengono in equilibrio sulla testa merce di ogni tipo. 

I più fortunati si spostano in bicicletta, Vespa o motocicletta, utilizzati non solo per il trasporto personale (mai da soli, raramente con il casco) ma anche di legna e ceste piene di frutta e pesci.

Se deciderete per il noleggio auto, aspettatevi di essere fermati quotidianamente dalla polizia (in particolare nel nord dell’isola) che troverà sempre qualcosa che non va e che vi lascerà andare solo dietro piccolo contributo in denaro. Corruzione? Certamente, ma dopotutto fa parte del folclore e, da italiani, penso che non abbiamo la possibilità di scandalizzarci o lamentarci.

Sostenere l’economia locale

Girovagando per le strade non perdete l’occasione di acquistare la frutta dalle tante bancarelle – una delizia per tutti i sensi e un gesto fondamentale per aiutare l’economia locale. Noi ci siamo fatti delle scorpacciate di ananas, anguria, frutto della passione e tante altre bacche di cui non ricordo il nome ma di cui difficilmente dimenticherò il sapore.

A Zanzibar con bambini

Molti turisti si lamentano dell’invadenza dei masai e dei beach boys sulle spiagge che si avvicinano ogni qualvolta si tenti di fare un tuffo in mare e cercano di venderti i loro gioielli o i prodotti delle loro bancarelle. 

Io amo passeggiare tranquilla sulla spiaggia quindi capisco come possano risultare fastidiosi, ma in realtà sono tutti ragazzi molto cordiali, che se capiscono che non sei interessato ad acquistare non insistono più di tanto.

Inoltre è bello condividere con loro le loro esperienze, capire perchè hanno abbandonato la Tanzania per cercare fortuna a Zanzibar, oppure farsi raccontare un po’ della vita vera dell’isola. 

A Zanzibar con bambini

Cosa abbiamo fatto a Zanzibar?

Ovviamente tante escursioni in barca, a motore (motore?) e a vela (sui tipici dhow) per raggiungere le molteplici isole e lingue di sabbia che si trovano al largo di Zanzibar: 

– il famoso Safari Blue, caratterizzato da sosta sulla lingua di sabbia e passeggiata su isolotto dove vedere un antico baobab e gustare un buon barbecue (gita chiaramente presa d’assalto da tutti i turisti); 

Safari Blu Zanzibar con bambini

– Prison Island (isola delle tartarughe di terra giganti) + Nakupenda (che significa “ti amo”), la lingua di sabbia al largo della capitale, dove avremmo voluto godere di un tramonto che non c’è stato, e allora abbiamo improvvisato una partita di calcio in mezzo all’oceano; 

– Mnemba, altro sand bank davvero meraviglioso non distante dall’omonima isola privata di Bill Gates. 

Mnemba Zanzibar con bambini

Queste mete sono chiaramente molto gettonate dai turisti, quindi conviene controllare bene le maree (bisogna raggiungerle con la marea bassissima, altrimenti scompaiono) e se possibile andarci nel pomeriggio, con tour privato.

Sulla terraferma, abbiamo amato un’altra lingua di sabbia, penso sconosciuta ai più, perché in due giorni che ci siamo stati non abbiamo visto praticamente nessuno, a parte una famiglia masai che abita lì. Si chiama Ras Nungwi (o per lo meno così la indica Google Maps – la si raggiunge percorrendo una strada sterrata nei pressi dell’aeroporto di Nungwi) ed è un banco di sabbia (in realtà due) raggiungibile a piedi dalla spiaggia con la marea bassissima. Personalmente l’ho apprezzato quasi di più di quelli al largo nell’oceano.

Un altro posto carino sulla costa est è la penisola di Michamwi, unico posto sulla costa orientale in cui è possibile godere del tramonto sorseggiando una delle birre locali (la Kilimanjaro e la Safari). Non distante da qui è curioso visitare il ristorante sull’acqua, il famoso The Rocks, raggiungibile a piedi solamente durante la bassa marea. E’ proprio da questa spiaggia che siamo partiti in barca alla volta della Blue Lagoon, una piccola area dove la barriera corallina è particolarmente ricca di pesci per gli amanti dello snorkeling. La nostra passione per le stelle marine è stata abbondantemente ripagata con una deviazione verso un vero e proprio santuario di starfish di diversi colori: rosse, verdi, blu, gialle… insomma, uno spettacolo.

Stelle marine Zanzibar con bambini

Zanzibar è un’isola piuttosto fertile e la natura è rigogliosa. 

Nei pressi della capitale, Stone Town, ci sono numerose spice farms, coltivazioni di spezie. Noi abbiamo dedicato una mattina alla visita guidata della Spice Farm Maganga

All’ingresso della farm ci ha accolti un ragazzo che ci ha accompagnati per un paio d’ore tra le varie coltivazioni di caffè, curcuma, cumino, vaniglia, pepe, noce moscata, cannella, chiodi di garofano, lemon grass…

Insieme a lui c’era un assistente che si occupava di raccogliere e mostrarci le varie bacche e che, mentre noi passeggiavamo, ha realizzato delle corone e braccialetti con foglie di palma da darci in dono alla fine del tour.

L’escursione si è conclusa con una lezione di palm climbing: un ragazzo ha provato ad insegnarci ad arrampicare su per il tronco di una palma – fatto da lui, sembra la cosa più semplice del mondo, tanto che, mentre saliva, cantava beatamente una canzone in nostro onore, ma poi, quando si prova, ci si accorge di non riuscire ad avanzare per più di due passi.

Se volete un incontro ravvicinato con delle simpatiche scimmiette, le trovate ad aspettarvi nella Jozani Forest, insieme al santuario delle farfalle e a dei buffi camaleonti che però non cambiano colore. 

Altro must è la visita (guidata) della capitale, Stone Town

Noi ci siamo fatti accompagnare da una guida che ci ha condotti per le stradine della cittadina, tra mercati, bazar, negozietti, odori, profumi, sapori e rumori di ogni genere. 

Senza la guida confesso che non avremmo capito molto di questa città, in cui convivono molte anime, araba, cattolica, indiana e chi più ne ha più ne metta. 

Immancabili la visita al mercato del pesce, delle spezie e degli schiavi (ovviamente oggi un museo), mentre abbiamo rinunciato alla visita al museo dedicato a Freddie Mercury, in quanto la guida ci ha lasciato intendere che fosse una cosa messa lì proprio per catturare qualche turista, ma che di autentico ha ben poco.

Passeggiando per le viuzze, soffermatevi ad osservare le bellissime porte in legno intagliato che decorano le facciate di alcuni palazzi e case.

Al tramonto non perdetevi lo spettacolo dei tuffatori di Stone Town: un gruppo di ragazzi che si sfidano al tuffo più esilarante dalla piazzetta del parco di Farodhani, sotto lo sguardo divertito dei passanti. Ovviamente la mancia è d’obbligo. 

Lì vicino si trova il ristorante Cape Town Fish Market dove abbiamo cenato una sera – delizioso e molto trendy.

Una mattinata l’abbiamo trascorsa visitando l’asilo del villaggio di Kidoti. La visita era stata già concordata prima della partenza attraverso l’associazione “Cuori in viaggio” che gestisce l’asilo. 

Abbiamo incontrato il nostro accompagnatore, Fikiri, lungo la strada principale di Kidoti, e con lui siamo andati in un negozio ad acquistare un regalo per i bambini: sacchi di farina di avena e di zucchero, con i quali preparare la merenda della mattina. 

Siamo stati accolti molto calorosamente dai bambini, i quali ci hanno dedicato molte canzoni e con i quali abbiamo giocato nel cortile dell’asilo. I nostri figli poi hanno distribuito ai bambini la tazza con la merenda, preparata dalle mamme che a turno si occupano di questa incombenza. 

Abbiamo ammirato l’ordine e il rispetto dei bambini nei confronti nostri e gli uni con gli altri, sebbene si tratti di classi di 40 o 50 bambini. 

Un’esperienza che porteremo nel cuore.

Durante il nostro soggiorno a Jambiani, nel sud-est dell’isola, abbiamo goduto del fenomeno delle maree: due volte al giorno il mare si ritira e scompare, per poi ritornare lentamente a lambire la spiaggia fuori dal nostro lodge. 

Bassa marea Zanzibar con bambini

Nei momenti di bassa marea (il mare si ritira di centinaia di metri) è possibile fare lunghe passeggiate e ammirare le donne che coltivano e raccolgono le alghe, ragazzi che vanno a pesca di polpi, scorgere granchi, ricci e stelle marine. Poi piano piano la marea si alza permettendo lunghi bagni caldi.

Jambiani Zanzibar con bambini

Il nostro lodge si trovava sulla spiaggia e alle sue spalle si sviluppava il villaggio di Jambiani. Questo significa che nel pomeriggio la spiaggia si popolava dei bambini del villaggio che venivano a giocare con i nostri, per una partita a calcio oppure una gara di corsa. 

Un ragazzo ci ha anche accompagnati a visitare il villaggio portandoci addirittura dentro casa sua e presentandoci la moglie e le loro 9 figlie femmine (in realtà 7 perché due erano a studiare alla capitale). 

Il fatto di trovarci così immersi nella realtà locale (tutte le mattine venivamo svegliati alle 5 dal richiamo alla preghiera del muezin) e di poter interagire in modo autentico con le persone del posto ha reso il nostro soggiorno a Jambiani di lunga migliore rispetto alle tanto decantate località del nord dell’isola, dove alloggia la maggior parte dei turisti.

Il mio racconto non vuole essere una guida esaustiva di tutto quello che si può fare a Zanzibar (per questo ci sono internet e le ottime guide cartacee), e nemmeno un diario di viaggio. E’ solo una raccolta di qualche piccolo spunto tratto dalla nostra vacanza (sì, dai, un po’ abbiamo fatto anche vacanza) per trasformare il vostro soggiorno a Zanzibar in un viaggio da portare nel cuore. 

Jambo Zanzibar, Hakuna Matata!

Qualche info pratica:

ALLOGGIO – dei tre alloggi da noi utilizzati, consiglio il Raha Lodge Boutique Hotel di Jambiani, di proprietà italiana ma con personale locale. Il lodge ha solo 6 camere e può ospitare un massimo di 16 ospiti, quindi era interamente a nostra disposizione visto che abbiamo viaggiato con una famiglia di amici; ha piscina e area relax comuni; lo staff è molto gentile e il cuoco è superlativo. Un’atmosfera famigliare ma con tante coccole.

Zanzibar con bambini

NOLEGGIO AUTO – noi ci siamo affidati a Ola Saidi che oltre ad occuparsi del noleggio auto ci ha trovato la guida per Prison Islan, Nakupenda e il tour di Stone Town (tra l’altro lo abbiamo invitato a venire con noi sulle isole insieme ai suoi bambini e anche questo ha arricchito sicuramente la nostra esperienza)

GRUPPO FACEBOOK – preziosissimi i consigli trovati sul gruppo ZANZIBAR TANZANIA gruppo ITALIANO, soprattutto se pensate ad un viaggio fai-da-te.